Cosa si fa in un incontro di Naturetherapy?
- Orietta Festa
- 8 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Un incontro di Naturetherapy è prima di tutto un tempo dedicato a sé stessi. Un tempo in cui lasciarsi incantare dalle meraviglie della natura e dal suo prezioso contributo al nostro benessere, alla pace interiore e all’armonia con noi stessi e con gli altri.
Si viene accolti con un sorriso e insieme si apre un cerchio di condivisione, uno spazio paritario dove ciascuno trova accoglienza ed espressione. In questo contesto, semplicità e autenticità sono le chiavi: si lasciano a casa agende, aspettative e giudizi, per vivere l’esperienza “al naturale”.
Attraverso i cinque sensi entriamo in contatto con il luogo, con gli elementi naturali e con le altre persone.
Scrive Andrea Bariselli:
“In un’epoca dove tutto sembra andare storto, ricordarci quanto straordinario sia questo pianeta é la risposta che spesso ci manca. Prestare attenzione alla bellezza, celebrarla come un’eredità sacra. Perché poterla sperimentare con i nostri piccoli sensi da mortali, è la più grande fortuna evolutiva che possiamo avere.”
Il respiro ha un ruolo centrale: percepirlo, osservarlo, lasciarsi guidare da esso diventa un modo per sviluppare consapevolezza e presenza. Jon Kabat-Zinn ricorda:
“È solo attraverso i nostri sensi e il nostro respiro che possiamo essere consapevoli, presenti, e conoscere noi stessi, gli altri, il mondo che ci circonda.”
Le attività proposte spaziano dal grounding a camminate consapevoli (anche a piedi nudi), dal contatto diretto con alberi, rocce, acqua, fiori a esercizi di meditazione e respirazione. Si tratta di esperienze vissute in prima persona e condivise nel cerchio, così che ognuno diventa fonte di ispirazione e consapevolezza per gli altri.

La Naturetherapy si distingue quindi da una semplice passeggiata o da un trekking: non è l’impegno fisico ad essere al centro, ma la connessione benefica e curativa tra Uomo e Natura. Come mostrano gli studi sullo Shinrin-Yoku e sulla Forest Therapy, è l’intenzione consapevole di aprire i sensi, comunicare con la Natura e lasciarsi trasformare dall’esperienza a fare la differenza.
“Deve prodursi un’intenzione specifica di connettersi con la natura in modo curativo. CIò richiede un movimento verso il paesaggio fatto al di là della mente, una modalità di presenza che apra tutti i sensi e permetta di comunicare attivamente con la Natura”
Uno dei doni più preziosi che ci accompagna al termine di ogni incontro è lo stato di presenza: verso noi stessi, gli altri e tutto ciò che ci circonda.



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